Soverato (2 settembre 2021) E' passata esattamrnte una settimana dalla tragedia di Satriano in cui ha trovato la morte la giovane Simona Cavallaro, morte trovata grazie all’incuria umana, ed alle incapacità di amministrare i territori da parte di ogni organo di competenza che hanno portato a una situazione senza via d'uscita per la povera ragazza morta stando all'autopsia dopo essere stata morsicata da alcuni cani e la relativa campagna di demonizzazione di cani randagi dovuta ad una psicosi collettiva della popolazione di Soverato e della zona che ha portato all'inizio di quella che possiamo definire un mattanza che se non viene fermata subito, avrà conseguenze tragiche sui cani randagi le cui morti si conteranno in numeri tali da far impallidire la strage di Sciacca di qualche anno fa. "Sono iniziati gli avvelenamenti dei cani in giro nelle campagne e sulle montagne della zona in cui è morta la ragazza e ci sono già le prime immagini dei cani uccisi dal veleno postate da alcuni volontari della zona- scrive in una nota stampa l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- ricordiamo a tutti intanto che gettare veleno è un reato punibile con il carcere, ma sopratutto ci auguriamo che inizi subito una serie campagna di sterlizzazione dei randagi, e confermiamo la nostra volontà del recupero dei cani coinvolti nella vicenda che ha portato alla morte della giovane nella pineta di Satriano"
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
giovedì 2 settembre 2021
CANI E GATTI AVVELENATI A SERNAGLIA
Un avviso del Comune di Sernaglia comunica una situazione di pericolo sulle rive del Piave. «Sono giunte segnalazioni di cani e gatti avvelenati nell’area del Piave a Falzè. L’ipotesi è che siano stati disseminati dei bocconi avvelenati - scrive il Comune - invitiamo i cittadini che si recano in questa zona a vigilare attentamente sui bambini affinché non ingeriscano materiali raccolti a terra e i proprietari di cani e gatti a controllare con attenzione o limitare i movimenti dei loro animali. Invitiamo i cittadini a non raccogliere materiali sospetti ma a segnalarne la presenza alla polizia locale (tel. 0438 965376) o ai carabinieri». Il Comune di Sernaglia sta già provvedendo ad eseguire i controlli del caso. —
mercoledì 1 settembre 2021
QUALE DESTINO PER I CANI USATI IN AFGHANISTAN E PER LE VOLONTARIE CHE LI ACCUDIVANO?
Mentre in Inghilterra festeggiano per la salvezza dei duecento cani portati dall'ex marine in salvo dall'inferno dell'Afghanistan, decine di volontarie animaliste afghane ed altri migliaia di cani sono in pericolo di vita. E l'occidente ancora una volta non riesce a capire questo rischio ed ha di fatto escluso quasi tutte le volontarie dagli elenchi delle persone che devono essere salvate. Ma andiamo con ordine, in Afghanistan si ha la conoscenza di una quindicina di rifugi piccoli e grandi dove sono stati raccolti in questi anni i cani ed i gatti randagi, molte di queste strutture erano di fatto realizzate e foraggiate all'inizio dai militari occupanti, ma con il tempo sono molte le volontarie afghane che si sono appassionate alla causa animalista, e diverse le veterinarie ed i veterinari che hanno iniziato un attività di tutela degli animali sul campo. Ora con il crollo del sistema e con in ritorno dei talebani al potere degli animali afghani nessuno si occupa, cosi come nessuno o quasi si sta occupando delle centinaia di volontarie che su tutto il territorio nazionale non possono piu di fatto accudire i randagi. I numeri reali sono sconosciuti, ma quello che ad oggi sappiamo è che le volontarie locali, e con loro centinaia di cani abbandonati a loro stessi sono a rischio vita, e che in molti casi i cani specialmente quelli randagi sono gia stati abbattuti dai talebani che considerano i cani animali impuri alla stessa stregua dei maiali. Non ci sono notizie certe nemmeno sui due allevamenti di suini presenti nella zona di Kabul, anche se si pensa che nel loro caso siano stati subito uccisi. A rischiare la pelle sono anche le volontarie specialmente quelle delle organizzazioni di tutela animali che operavano nei dintorni di Kabul e delle quali spesso sono state distribuite le foto in questi giorni sui social, in maniera scriteriata, aumentano cosi il rischio per la pelle di queste che a tutti gli effetti sono considerate delle collaboratrici degli americani e delle altre forze di invasione. Per loro rimane aperta la strada dei corridoi umanitari, e diverse associazioni stanno lavorando con i consolati delle nazioni confinanti proprio per aprire una prospettiva di soluzione di questo problema, anche se la strada è impervia e la riservatezza d'obbligo.Ancora invece da comprendere fino in fondo la sorte dei cani soldato americani, infatti da una parte le maggiori associazioni animaliste americane accusano di aver fatto sopprimere i cani usati dagli americani, ma il pentagono smentisce, questione questa altrettanto spinosa e di difficile ricerca della verità.
TAR SOSPENDE LA CACCIA IN SICILIA MA SOLO PER UN MESE
Il Presidente del Tribunale Amministrativo regionale della Sicilia - Catania, con decreto odierno n. 499/21, ha sospeso il Calendario venatorio della Regione Siciliana (emanato con decreti dell’Assessore all’agricoltura n. 37/GAB del 26 luglio 2021 e n. 45/GAB del 24 agosto 2021).
Ne consegue che la caccia è immediatamente sospesa su tutto il territorio regionale almeno fino al 1 ottobre, data indicata da ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) nel suo parere rilasciato alla Regione ma da questa non accolto. Il Tar ha motivato tale importantissima e rilevante decisione - immediatamente esecutiva che non abbisogna di essere notificata - che sospende l’apertura della caccia in Sicilia, prevista per domattina, rilevando come "anche in considerazione della rappresentata particolare situazione emergenziale nel territorio siciliano occasionata da diffusi incendi sviluppatisi nel periodo estivo e degli intuibili effetti sull'ambiente e sulla fauna stanziale, appare prevalente l’interesse pubblico generale alla limitazione dell’apertura della stagione venatoria, così come proposta, motivatamente, nel parere prot. n. 33198 del 22.6.2021 dell’ISPRA".
INVIATA LA RICHIESTA DI CUSTODIA PER I CANI DI SATRIANO
SOVERATO (1 settembre 2021) Questa mattina sono partite le due raccomandate indirizzate alla ASL Veterinaria di Catanzaro ed al procuratore che sta seguendo le indagini sulla morte della giovane Simona Cavallaro per chiedere la custodia dei cani accalappiati e considerati gli autori dell'aggressione mortale alla ragazza. Rimangono aperte ancora diverse questioni legate alla ricostruzione dei fatti rilasciata dal ragazzo che è riuscito a cavarsela ma in questo momento quello che ci preme è la custodia dei cani per evitare loro la morte o nella migliore delle ipotesi una detenzione in canile per il resto della loro vita.
E' MORTA LA GATTINA CHE ERA TENUTA ALLA CATENA A PORDENONE
le sue condizioni erano veramente critiche e proprio non ce l'ha fatta la gattina che era stata salvata nei giorni scorsi a Pordenone dove il suo padrone la teneva legata alla catena da oltre dieci anni. Purtroppo nonostante le cure dei veterinari la gattina le cui condizioni erano comunque compromesse non ce l'ha fatta ed è morta nella giornata di lunedi. Ora il proprietario vede aggravarsi la sua posizione infatti il reato a suo carico passa da maltrattamento di animali, a maltrattamenti causanti la morte e quindi rischia fino a 3 anni di galera.
SORPRESO UN BRACCONIERE NEL SALERNITANO
Auletta (Sa) – I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Polla hanno denunciato un bracconiere. L’accertamento ha avuto origine dal controllo del territorio condotto da militari della Stazione Carabinieri di Auletta i quali, lungo la strada statale 19 ter hanno fermato un’autovettura che procedeva in direzione del posto di controllo con andatura incerta.
Alla richiesta dei documenti il conducente, un sessantenne di Torre del Greco, appariva piuttosto nervoso e agitato pertanto i militari, insospettiti, procedevano ad un controllo accurato dell’autovettura. All’interno del portabagagli venivano rinvenuti diversi volatili stipati in piccole gabbie, reti, pali e corde, strumenti chiaramente utilizzati per la cattura di fauna selvatica.
Alla luce di quanto emerso la pattuglia richiedeva il pronto intervento e supporto ai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Polla, specializzati in materia, per proseguire gli accertamenti in caserma.
Le indagini condotte in sinergia dai due reparti dell’Arma hanno consentito di accertare che il bracconiere aveva esercitato una pratica di caccia illegale, nota come uccellagione, attuata con l’impiego di dispositivi fissi, quali le reti ed i richiami acustici, e finalizzata alla cattura indiscriminata e di massa della selvaggina volatile. Alcuni dei fringillidi catturati, specie la cui illecita detenzione è penalmente sanzionata, venivano inoltre utilizzati quali richiami vivi; due esemplari, infatti, presentavano delle imbracature realizzate con laccetti metallici legati a dei guinzagli che consentivano un movimento limitato ma utile a richiamare altri volatili. Constatato il buono stato di salute e vitalità degli uccelli catturati, gli stessi sono stati rimessi in libertà.
I militari hanno provveduto a porre sotto sequestro gli strumenti illeciti di caccia ed hanno deferito all’Autorità Giudiziaria il responsabile dei reati di uccellagione e di maltrattamento di animali.







