ROMA (2 dicembre 2020) L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente si scaglia contro il colosso della vendita online Amazon colpevole di vendere un kit per tagliare le orecchie al proprio cane. "Amazon ritiri subito dal mercato il kit taglia orecchie, in quanto in Italia tranne per specifici casi normati da una circolare ministeriale è reato tagliare le orecchie al cane. Questo di Amazon acquistabile online - scrive in una note l'AIDAA- è un vero e proprio kit del maltrattamento animale, ricordiamo a questi signori che in Italia tagliare le orecchie e la coda al cane è illegale e si rischia una multa fino a 30.000 euro e fino a 18 mesi di carcere. Se Amazon - conclude la nota animalista- non provvederà al ritiro immediato adiremo le vie legali per istigazione al maltrattamento e vendita di attrezzi per la tortura di animali".
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
mercoledì 2 dicembre 2020
AIDAA. IL GOVERNO LIBERALIZZI LE PASSEGGIATE CON IL CANE ANCHE DI NOTTE
Domani sarà varato il nuovo decreto del presidente del consiglio in materia di normative anticovid. L'associazione italiana difesa animali ed ambiente ribadendo la necessità di proibire i botti di capodanno, chiede anche che in queste notti di coprifuoco vi sia una deroga per le passeggiate con il cane, e che le stesse vengano liberalizzate nelle zone rosse permettendo ai proprietari di cani di portare fido in giro nel rispetto delle regole previste dalla lotta al covid, anche nelle ore notturne.
PESCI SILURO SUI FURGONI DENUNCIATI 2 BRACCONIERI NELL'ALESSANDRINO
(ANSA) - VILLANOVA MONFERRATO (ALESSANDRIA), 30 NOV - Denunciati per bracconaggio due pescatori di frodo: in due furgoni avevano nascosto dieci pesci siluro ancora vivi destinati probabilmente al mercato dell'Est Europa. I carabinieri di Ozzano, Ponzano e Balzola (Alessandria) hanno sequestrato il pescato e tutto l'occorrente utilizzato da due ragazzi di 20 e 22 anni originari della Romania, per agire nella notte.
ALLARME BOCCONI AVVELENATI IN LUNIGIANA
LUNIGIANA – Questa mattina il Nucleo Cinofilo Antiveleno in forza alla Stazione Carabinieri Parco di Bosco di Corniglio (Parma) è stato attivato in seguito al rinvenimento, da parte di un cercatore di tartufi, di alcuni bocconi avvelenati in loc. Passo del Cirone, situato al confine tra Emilia-Romagna e Lunigiana (Toscana, Massa-Carrara).il cane labrador “Alma”, condotto dall’appuntato Giulio Silvestrini e il restante personale della Stazione hanno immediatamente provveduto a una attenta ricerca che ha consentito di rinvenire altri bocconi; le attività continueranno nella giornata odierna al fine di poter bonificare completamente la zona ed di poter trovare eventuali tracce o testimonianze che possano consentire di individuare l’autore di questo inqualificabile gesto.
martedì 1 dicembre 2020
ARRIVA IL GRANDE FREDDO. APPELLO AIDAA AI SINDACI. "AIUTATE I CLOCHARD CON I CANI "
Roma (1 dicembre 2020) Il grande freddo sta per arrivare, si prevede anche la neve sulle città del nord nel fine settimana, questo sarà un duro inverno per i clochard, ed in particolare per gli oltre 5.000 clochard con i cani di cui 800 donne che vivono per strada nelle città e nei paesi italiani. Infatti con la presenza della pandemia i comuni sono chiamati ad uno sforzo notevole per la gestione sia dei posti letto che dovranno essere distanziati in spazi appositi, e questo mette a rischio la possibilità di avere posti dedicati ai clochard con i cani che molto spesso non vengono nemmeno accettati nei dormitori pubblici proprio per la inseparabile compagnia di fido.. Per questo motivo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente lancia un appello al comuni ed alle autorità religiose perchè mettano a disposizione posti letto nei dormitori destinati ai clochard con i cani, ma che in via alternativa vengano lasciate aperte le chiede e i mezzanini delle metropolitane in quanto si prevede che nelle prossime notti la temperatura scenderà abbondantemente sotto lo zero. "Facciamo appello ai sindaci- scrive in una nota l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente-affinchè donino anche dei sacchi a pelo per coloro che in queste fredde notti di coprifuoco causa covid sono costretti per mille motivi a dormire in strada, e per i clochard con i cani che sono conosciuti e stanziali si donino anche delle cucce smontabili per permettere ai quattro zampe di ripararsi a loro volta dal freddo".
ARTROSI. NE SOFFRE UN CANE SU CINQUE
Pigrizia o stanchezza, difficoltà nel salire le scale, cambiamento di abitudini del sonno o alimentari. Sintomi che, per quanto riguarda l'amico a quattro zampe, devono far accendere un campanello d'allarme. Un cane su 5 soffre infatti di dolore articolare, tanto che l'artrosi (nota anche come osteoartrite) è tra le prime cinque cause di dolore cronico negli animali da compagnia. Ma adesso per intercettare i segnali nascosti e dare voce a cani e gatti, cuccioli, adulti o anziani, arriva un test gratuito che permette al proprietario di avere indicazioni in merito alla possibile presenza di dolore articolare. Il test online, disponibile alle pagine www.articolazioniprotette.it/test è promosso da ANMVI (Associazione Nazionale dei Veterinari) e FSA (Fondazione Salute Animale). L'artrosi colpisce il 35% dei cani adulti e l'80% dei cani anziani, rappresentando il problema di salute più costoso e motivo di eutanasia. Nel gatto i numeri sono ancora più alti: la patologia colpisce il 40% dei gatti adulti e il 90% dei gatti anziani. A fronte di queste elevate percentuali, però, solo il 13% ha una diagnosi certa e solo il 7% viene adeguatamente curato. "I cani e i gatti non parlano ma soffrono - spiega Aldo Vezzoni, presidente FSA - Quello che accompagna l'artrosi è un dolore persistente, cronico a cui finiscono per rassegnarsi. L'unico modo che hanno per manifestare la loro sofferenza è adottare atteggiamenti di compensazione che, riducendo l'uso delle articolazioni, facciano sentire meno il dolore. Per questo è importante riconoscere i primi campanelli d'allarme attraverso l'osservazione. Il test è dunque un aiuto valido per contattare il veterinario ai primi sospetti di dolore articolare, dandogli l'opportunità di effettuare un check-up di controllo delle articolazioni e alleviare la sofferenza il prima possibile". I test sviluppati sono due, uno per il cane e uno per il gatto, in grado di restituire un risultato indicativo della possibile presenza dei dolore articolare e della conseguente necessità, più o meno urgente, di un consulto con il proprio veterinario. "Saper riconoscere con tempestività il dolore articolare è essenziale per risparmiare ai cani e ai gatti inutili e prolungate sofferenze e per garantire loro benessere e buona qualità della vita - prosegue Vezzoni - Ma è altrettanto importante la prevenzione: si raccomandano i controlli ortopedici di routine, all'età di 5 mesi e poi di 1 anno, 1 anno e mezzo per valutare l'eventuale presenza di una patologia scheletrica, e poi ogni anno nel caso venga diagnosticata. L'artrosi è una malattia irreversibile che può colpire anche i cuccioli, peggiora con il tempo che passa e si aggrava ancor di più se l'animale ha un peso eccessivo o ha un'intensa attività fisica. Per questo è importante il consulto del medico anche sulla possibilità di fare attività sportiva o di concedersi solo brevi passeggiate".
TROPPI TURISTI. L'ANTARTIDE E' UN ECOSISTEMA A RISCHIO
A causa dei cambiamenti climatici, il delicato ecosistema della penisola antartica è in pericolo. A lanciare un appello alla mobilitazione generale è un articolo pubblicato su Nature che sottolinea la necessità di adottare con urgenza misure preventive prima che la biodiversità marina e terrestre della zona venga del tutto compromessa
A fine ottobre, la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) ha tenuto una conferenza in cui sono state discusse diverse questioni, tra le quali l'istituzione di un'area marina protetta e l'introduzione di limitazioni alla pesca del merluzzo nero antartico, osservando invece un significativo miglioramento nella gestione della pesca al krill. Un risultato importante quest'ultimo, dato che "il krill ricopre un ruolo chiave negli ecosistemi antartici, essendo la principale fonte di alimentazione di pinguini, foche e cetacei misticeti. Ovviamente non è l'unico importante organismo che popola i mari, ne esistono anche altri come gli organismi zooplanctonici e fitoplanctonici, ma, viste le piccole dimensioni e l'abbondanza, la presenza del krill è determinante". A parlare è il professor Stefano Schiaparelli, docente di analisi e conservazione della biodiversità marina all'università di Genova. "Il krill" prosegue Schiaparelli "ha attraversato varie fasi in termini di abbondanza. Dapprima, quando la pesca si concentrava sulla caccia alle balene, la sua presenza è aumentata notevolmente. Addirittura negli anni Sessanta si formulò la Krill Surplus Hypothesis secondo cui sembrava che ve ne fossero milioni di tonnellate a disposizione, quasi a giustificarne l'ingente prelievo da parte dell'uomo".
Dagli anni Settanta si è però assistito a una drastica riduzione del krill, tant'è che l'attenzione delle istituzioni internazionali al problema ha creato la nascita di commissioni per lo studio di questa specie e sono state create aree apposite per valutarne le dinamiche di crescita e sviluppo. "È stato osservato che la popolazione del krill di un dato anno dipende da quanto è durato il ghiaccio marino l'anno precedente" spiega Schiaparelli. "Trovando infatti rifugio e cibo nella parte inferiore dei ghiacciai marini, il piccolo crostaceo lega gran parte del suo ciclo biologico alla presenza di ghiaccio. Così i cambiamenti climatici, uniti al problema della pesca intensiva, stanno causando una rapida diminuzione del krill. Se la temperatura media continuerà ad aumentare, però, si potrebbe assistere a una diminuzione anche di animali, quali l'acciuga antartica, che rappresentano un'altra fonte di nutrimento per predatori di grande dimensione e importanza ecologica fondamentale".
A differenza del resto dell'Antartide, la penisola non presenta più grandi zone incontaminate. Le navi inquinano l'oceano con combustibili, rumori e microplastiche; il che favorisce l'introduzione di specie invasive come cozze, alghe e stelle marine che rischiano di soppiantare organismi autoctoni. Di recente è stato infatti ritrovato nelle acque antartiche il mitilo cileno, una specie di cozza che in futuro potrebbe diventare stabile in questo ambiente. "Tuttavia" rassicura Schiaparelli "bisogna tenere presente che le condizioni ambientali antartiche sono davvero estreme e pochi organismi sono in grado di adattarvisi nel breve periodo. Finora la barriera climatica ha limitato il fenomeno, ma si tratta di un'eventualità che non si può affatto escludere".
Ad aumentare le possibilità che ciò avvenga è il turismo, in continua crescita. Attualmente sono valutati circa 60 mila visitatori l'anno, ma alcuni siti particolarmente famosi quali il porto di Neko e Port Lockroy ne contano 20 mila a stagione. "Quando così tanti visitatori accedono ogni anno a zone che dovrebbero essere mantenute integre, il rischio di contaminazione aumenta. Dall'altra parte, però, le persone in visita fungono da osservatori e contribuiscono al censimento di cetacei perché li fotografano e ne diffondono le immagini".






