martedì 2 aprile 2019

ANCORA ESCHE AVVELENATE NEL BRESCIANO




Dopo Quinzano, Gambara Visano, l’allarme avvelenamenti, si accende anche a Remedello, dove un cane è morto e uno è stato soccorso, pur non essendo ancora fuori pericolo. Ma c’è una differenza importante: i due avvelenamenti accertati a Remedello, infatti, non sono riconducibili a esche trovate in aperta campagna, perché, stando ai proprietari, sarebbero avvenuti nei cortili delle loro abitazioni, site in zone residenziali non distanti tra loro. Nel secondo caso in ordine di tempo, ossia quello che non ha avuto esito letale, l’esca si trovava in giardino: trattasi di ratticida.
Il fatto è stato subito denunciato ai Carabinieri. «Il cane sta assumendo gli antidoti, ma non è fuori pericolo- spiegano i proprietari-. Ha iniziato a sentirsi male lunedì, quando abbiamo notato un gonfiore all’addome: dopo gli esami, la veterinaria ha compreso che era in corso un’ estesa emorragia interna. Presentava poi altri chiari sintomi di avvelenamento. Quindi siamo tornati a casa, vicino alla pista ciclabile don Ottolini, per cercare la fonte, finchè in giardino abbiamo trovato il ratticida, che era contenuto parzialmente nel suo sacchetto biodegradabile, quindi è stato possibile individuare la sostanza che agisce nell’arco di tre giorni. Il cane è un Corso di 60 kg, dunque la sua mole lo ha aiutato.
Ci siamo rivolti alla Polizia locale e la veterinaria, all’Ats. Abbiamo inoltre deciso di denunciare l’accaduto ai Carabinieri perché, siccome noi non facciamo assolutamente uso di questa sostanza, è chiaro che qualcuno l’ha introdotta nella nostra proprietà». Anche il cane deceduto circa un mese fa era di mole considerevole, ossia un bullmastiff di 65 kg, e il proprietario era proprio la veterinaria del paese, la cui abitazione si affaccia su via d’Acquisto: «Non sono riuscita a salvarlo perché la sostanza ingerita ha prodotto danni irreversibili- spiega la dottoressa-. Non ho trovato esche, ma si trattava di cianuro o di un pesticida, che sono assolutamente assenti nel mio cortile, da cui il cane non è uscito, quindi il veleno è stato introdotto da fuori. Ora ho installato le telecamere».

«Invitiamo i cittadini a controllare l’esterno delle abitazioni prima di fare uscire i cani e a intrattenersi con loro mentre sono fuori», dice Vanda Boselli, presidente di Balzoo Bassa Bresciana. «Condanniamo apertamente questi gesti di inciviltà, crudeltà e vigliaccheria- dice l’Amministrazione comunale-. Abbiamo mobilitato la Locale che vigilerà affinché non accada più. Speriamo, inoltre, che si trovi chi è stato».

lunedì 1 aprile 2019

2 APRILE GIORNATA DELL'ABBRACCIO AI NONNI E CANI ANZIANI (E GATTI)

2 APRILE GIORNATA DELL'ABBRACCIO AI NONNI E CANI ANZIANI (E GATTI)
Roma (1 Aprile 2019) - Cade domani 2 aprile la settima giornata internazionale dell'abbraccio ai nonni ed ai cani anxiani (ma anche gatti e tutti gli altri animali), si tratta di una giornata promossa dal 2012 dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che giunge quest'anno alla settima edizione. Sono infatti ben due milioni i nonni in Italia che possiedono un cane, ed altrettanti un gatto, e sono oltre ottantamila i cani ed i gatti anziani che nei rifugi, gattili e canili cercano una famiglia dove trascorrere gli ultimi anni. Per questo AIDAA nella giornata del 2 aprile propone un gesto simbolico a nipoti e figli, quello di dare un grande abbraccio ai nonni, con particolare affetto ai nonni che possiedono cani e gatti e a tutti i cagnoni e micioni anziani. "Domani presenteremo nel dettaglio la situazione dei cani e gatti anziani che aspettano nei canili e gattili di trovare casa- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma crediamo anche che sia buona cosa in maniera simbolica festeggiarli con un bell'abbraccio ed un bacio per dire loro grazie, siano nonni  umani o cagnoni e gattoni anziani per l'affetto e l'amore che ci hanno dato e che continuano a darci con la loro spesso discreta ma indispensabile presenza".


CHILI DI PLASTICA NELLA PANCIA DEL CAPODOGLIO SPIAGGIATO A PORTO CERVO

Nelle buste recuperate dai veterinari si legge ancora chiaramente il codice a barre. L’ultimo piatto avvelenato finito nello stomaco del povero capodoglio che vagava agonizzante tra il Tirreno e le Bocche di Bonifacio. A soffocargli lo stomaco è stata proprio quella grande polpetta di plastica: 22 chili di materiali di ogni tipo, che i biologi hanno ritrovato mentre cercavano di capire la causa della morte di quel gigante del mare ritrovato tre giorni fa nella spiaggia di Cala Romantica, in una piccola baia vicino a Porto Cervo.

DOPANO UN CAVALLO PER VINCERE UNA GARA IPPICA. BECCATI

In particolare i due uomini, rispettivamente proprietario ed allenatore di un cavallo da corsa dopo averlo iscritto ad una gara ippica, tenutasi nell’ippodromo di San Giovanni Teatino (CH), gli somministravano massicce dosi di sostanze dopanti a base di cocaina al fine di aumentargli le prestazioni agonistiche. Al termine della competizione, che ha visto il cavallo classificarsi al secondo posto, i militari del NAS, attraverso le analisi di laboratorio ne hanno scoperto la positività alle suddette sostanze e pertanto hanno proceduto nei confronti dei due “truffatori”.

MILANO. IN BUENOS AIRES ARRIVANO GLI ALBERI

Anche a Milano arriveranno gli alberi mangia smog grazie a un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale su proposta dei consiglieri del movimento ci nque stelle ed in particolare della consigliera Patrizia Bedori. A loro il nostro ringraziamento.


MARCIA ANIMALE SU MILANO - IMMAGINI

Personalmente non c'ero ma per motivi sempre legati agli animali, noi c'ervamo senza bandiere e senza farci pubblicità ma c'eravamo. Ecco alcune immagini della manifestazione di ieri pomeriggio.






SARDEGNA. MOLTI RANDAGI UCCISI DAI BOCCONI

È emergenza bocconi avvelenati a Portoscuso. Numerosi randagi sono stati trovati uccisi, altri in agonia sono stati portati in canile dove stanno ricevendo tutte le cure indispensabili per provare a salvargli la vita.
In paese il fenomeno del randagismo ha assunto negli anni dimensioni importanti: in alcuni casi vengono accuditi come cani di quartiere, ma altri si muovono in branco, diventando spesso aggressivi e suscitando numerose lamentele.
Qualcuno purtroppo ha pensato di mettere mano al problema con il metodo più cruento possibile, ossia disseminando una zona del paese di bocconi avvelenati. "Siamo consapevoli che il randagismo è un fenomeno serio - dice l'assessore Elena Marras - sono assessore da pochissimo tempo ma abbiamo già iniziato con le catture e stiamo portando avanti un programma di sterilizzazione. Dispiace molto quello che sta accadendo in questi giorni, a Portoscuso è la prima volta che succede. Tra l'altro con il pericolo molto concreto che i bocconi possano essere ingeriti da cani di proprietà, non randagi. Non è questo il modo di affrontare il problema. Stiamo mettendo in essere delle azioni per arginare il fenomeno, ma c'è ovviamente bisogno di tempo".