lunedì 2 ottobre 2017

CACCIATORE UCCISO IN LUCANIA

SAVOIA - Una domenica funestata da un grave incidente quella di ieri. A perdere la vita durante una battuta di caccia è stato un uomo di 46 anni di Savoia di Lucania. Ieri, giornata di apertura della caccia al cinghiale, l’uomo faceva parte di una squadra di amici e appassionati della doppietta.
Secondo quanto appreso l’uomo è stato raggiunto da un colpo di fucile. Forse un tragico errore, ma non si sono avute conferme in tal senso.

CACCIATORE FERITO DA COLPO DI FUCILE IN PIEMONTE

Ferito in un incidente di caccia, oggi pomeriggio (domenica 1° ottobre), nel vallone del Cugino, sopra Bernezzo, Secondo una prima ricostruzione, nel corso di una battuta al cinghiale nella zona boschiva che circonda la cava Dolomia, un cacciatore ha esploso un colpo di fucile che ha raggiunto un compagno di squadra, ferendolo tra il torace e la spalla. Scattato l’allarme, attorno alle 17, è intervenuta l’équipe medica del 118 con l’elicottero e ha trasferito l’uomo, E. A., 58 anni, di Bernezzo, all’ospedale Santa Croce di Cuneo, dove sarà sottoposto nelle prossime ore a una delicata operazione. L’uomo non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto anche i vigili del fuoco. Le indagini, condotte dai carabinieri di Caraglio e della Compagnia di Cuneo, al momento propendono per un errore, dovuto forse al fatto che il ferito fosse mimetizzato nella boscaglia. Si sarebbe mosso e il compagno, convinto di sparare a un cinghiale, lo avrebbe ferito. 

BOCCONI AVVELENATI NEL VARESOTTO.


Alcuni giorni fa accadde a Marnate, poi il fatto si è ripetuto a Olgiate Olona. E in un altro caso, sempre in quest’ultimo comune, fortunatamente l’intento non è stato realizzato. I casi di cani avvelenati da polpette messe da chi non ha, almeno per ora, un nome e un cognome, hanno caratterizzato purtroppo la zona della Valle Olona. E altri contorni negativi avrebbe potuto ancora assumere la vicenda considerando che, nella zona dell’Esselunga di Olgiate Olona, è stata segnalata la presenza di carne “pronta” per avvelenare.
La situazione è insomma di quelle da non prendere sottogamba. E rappresenta una violazione della dignità di esseri viventi. Che, per giunta, a volte non si possono neppure difendere. Del resto una ricerca condotta a livello nazionale nel corso del 2016 ha collocato la Lombardia nella posizione di vertice per quanto riguarda i maltrattamenti agli animali con ben 50 casi . Maltrattamenti che possono purtroppo assumere le forme più svariate e tra esse anche quelle del procurato avvelenamento da cibo.
Il problema è tanto vivo e sentito da avere fatto scendere in campo anche le istituzioni. Tanto che il sindaco Giovanni Montano, sull’ultimo numero del periodico comunale “Olgiate Informa”, si è soffermato ampiamente sul problema con un fitto comunicato. Constatare il fenomeno e indignarsi non è ancora nulla. L’essenziale, si fa intendere, è fare quadrato e vigilare con costanza affinché simili violazioni alla natura animale non ammettano più repliche. Citando il caso del ritrovamento nel quartiere Balina ma anche nel villaggio Primula e in via Firenze di bocconi di carne «contenenti una sostanza sospetta», Montano scrive: «È evidente a tutti che il personale della polizia locale, le altre forze dell’ordine e il personale della Protezione civile non possono ispezionare tutte le aree verdi e i giardini di Olgiate Olona alla ricerca di bocconi grandi come una moneta; ecco quindi che, nello spirito del progetto del Controllo di Vicinato attivo a Olgiate Olona già da diversi anni, la polizia locale in questo frangente sente la necessità di richiedere l’aiuto e la collaborazione di questi cittadini con queste semplici precauzioni».
Ed eccole, le precauzioni su cui il primo cittadino di villa Gonzaga chiama a raccolta i suoi concittadini: attenzione ai luoghi in cui si fa passeggiare il cane e tenerlo sempre al guinzaglio, se mettono il naso nell’erba verificare cosa stiano fiutando e se si trova un pezzo di carne segnalarlo subito alle forze dell’ordine.
Certo, precisa Montano, la polizia locale si è già messa al lavoro per individuare gli autori del gesto che porta persino a dubitare di poterli definire persone. Ma fondamentale sarà uno sforzo comune dei cittadini per evitare che altri quattrozampe possano trovare per la loro strada una morte tanto imprevista quanto dolorosa e frutto di disumanità e vigliaccheria.

FONTE La provincia di varese

MILANO. DENUNCIATI I PRIMI CACCIATORI

Venti richieste di informazioni e tre importati segnalazioni sono giunte nella giornata di ieri primo giorno di attività del telefono anti caccia di AIDAA. Si tratta di cacciatori che hanno sparato vicino alle case nella zona del sud milanese e che per questo saranno denunciati in base alle testimonianze che ci sono arrivate, inoltre da Ravenna la segnalazione di cacciatori che pasturano per giorni le anatre dei canali del delta del Po per poi andare a sparare quando sono presenti in massa,si parla di sessanta anatre uccise illegalmente in una sola serata. Stiamo verificando anche questo caso.

domenica 1 ottobre 2017

I CITTADINI SI RIBELLANO E CACCIANO I CACCIATORI (VIDEO)

PRIMI RISULTATI CONCRETI DEL TELEFONO ANTICACCIA. CITTADINI SI RIBELLANO E FANNO SCAPPARE I CACCIATORI IN ZONA PROTETTA TROPPO VICINO ALLE CASE. succede in provincia di Milano, ora con le targhe delle auto  dopo essere risaliti ai nominativi sporgeremo denuncia penale contro i cacciatori.
Quello che pubblichiamo è uno spezzone del video fornito stamattina dai cittadini medesimi.

ATTIVO DA STAMATTINA IL TELEFONO ANTICACCIA


Roma ( 1 OTTOBRE 2017) -Ha iniziato a funzionare questa mattina  il  il telefono ANTICACCIA di AIDAA da oggi e per tutta la stagione di caccia sarà attivo e sarà possibile segnalare gli abusi causati dai cacciatori con una semplice telefonata e se vi saranno i presupposti di legge AIDAA provvederà alla denuncia alle autorità dei cacciatori che commettono illegalità se non veri e propri reati penali. I Motivi per i quali sarà possibile contattare il  numero 351 1804615 tutti i giorni dalle 10 alle 17 (al costo di una chiamata  a cellulare in base al proprio piano tariffario- non è un numero verde) sono diversi in particolare in caso i cacciatori compiano questi abusi:
- sparano troppo vicino alle case 
- sparano negli orari non consentiti
- invadono fondi privati in cui è apposto il divieto di accesso
- sparano in zone proibite comprese quelle del ripopolamento della caccia o oasi naturali
- praticano la caccia in vicinanze di scuole, oratori, campi sportivi o luoghi sociali e ricreativi frequentati anche da bambini o minori
- sparano in direzione o prossimità delle linee elettriche aeree
- sparano nonostante i segnali di divieto ed attenzione delle linee elettriche aeree o a terra specialmente se situate nei boschi
- se sono visibilmente drogati o ubriachi
- sparano agli uccelli che si posano sulle linee elettriche o si avvicinano per recuperare la selvaggina qualora con il loro colpo abbiano arrecato danni al conduttore di corrente.


MILANO. ANIMALI STRESSATI ALLA FESTA DEI CONTADNI

Nelle foto che vediamo qui sotto vediamo animali stressati, tenuti in spazi angusti e troppo spesso lasciati in balia dell'uomo se non addirittura sfruttati per fare giri turistici o strane passeggiate in pochi metri quadrati, questi animali sono rimasti e lo sono fino a questa sera in balia di migliaia di visitatori della festa della coldiretti che si sta svolgendo al castello Sforzesco di Milano. Quella che doveva essere la fattoria degli animali si è trasformata nella fattoria degli animali stessati. Servono altre regole prima tra tutte vietare lo sfuttamento degli animali sottoposti in alcuni casi a viaggi lunghissimi per diverse centinaia di chilometri per poi essere lasciati in pasto a un popolo rumoroso e ancora peggio ai fortissimi rumori emessi dal palco musicale. Se ci serviva un'altra prova l'abbiamo avuta:queste persone non amano gli animali, sono solo volgari sfruttatori.





maiali stressati, cavalli e asini infastiditi e sfruttati e anche la mucca che "lascrima" questo vuol fire tener bene gli animali? PER NOI NO.