domenica 18 ottobre 2015

FREDDO. 3.000 CLOCHARD E CANI A RISCHIO ASSIDERAMENTO

ARRIVA IL FREDDO. AIDAA: 3.000 CLOCHARD CON CANI A RISCHIO VITA




Roma (17 ottobre 2015) – In Italia sono circa 3.000 i clochard con cani che nelle prossime notti inizieranno come ogni anno la disperata ricerca di un rifugio dove poter dormire loro ed il loro amici a quattro zampe. Già dallo scorso anno alcune amministrazioni comunali ed alcuni gruppi di protezione civile in occasione del grande freddo del periodo di natale si sono mossi per garantire seppur per poche notti un posto al caldo anche per gli amici a quattro zampe che vivono con i senzatetto. Quest'anno AIDAA rilancia l'allarme all'inizio della stagione fredda. Che le amministrazioni aprano le porte dei dormitori pubblici anche ai clochard con i cani al seguito. Altrimenti 3.000 persone ed altrettanti cani rischiano la morte nei prossimi mesi per assideramento.

SARTIRANA. BASTA CACCIATORI VICINI ALLE CASE

riceviamo a pubblichiamo uno sfogo degli abitanti di un piccolo centro vicino a MERATE nel comasco.

A Sartirana siamo davvero stanchi. Cacciatori che sparano dalle prime ore dell'alba. Pallini che piovono nei cortili e nelle case. Qui prima o poi ci scappa il morto. Non si può lasciare cacciare a ridosso delle case e dei giardini perché ormai non c'è più distinzione con campi e boschi. Se nessuno interviene accade il guaio!

2.2 KG DI COCA NELLA PANCIA DEL CANE. CONDANNATO


(ANSA) - AOSTA, 16 OTT - E' stato condannato a 5 anni di carcere dal tribunale di Albertville (Francia) un trafficante messicano fermato al traforo del Frejus con 2,2 kg di cocaina che aveva portato in Europa nascondendola nella pancia del suo cane. Partito dal Messico, nel novembre 2014 giunse in aereo a Bruxelles. Imbarcato nella stiva, il cane morì di overdose nel viaggio: i raggi x però non rilevarono la droga. Dopo aver cremato l'animale, il trafficante recuperò la coca e provò a entrare in Italia.

USO RICHIAMI VIETATI: DENUNCIATI SEI CACCIATORI


(ANSA) - VERCELLI, 17 OTT - Il comando provinciale di Vercelli del Corpo forestale ha identificato e denunciato sei cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia per utilizzo di richiami elettroacustici vietati. L'operazione, che ha visto impegnate diverse pattuglie dei forestali, si è svolta questa mattina all'alba nelle campagne di Lenta (Vercelli). Sia i fucili, sia le cartucce e i richiami, sono stati posti sotto sequestro.

sabato 17 ottobre 2015

CUCCE PUBBLICHE CONTRO IL FREDDO PER RANDAGI

ARRIVA IL FREDDO. AIDAA: CUCCE PUBBLICHE PER I CANI RANDAGI
casette per randagi a istanbul - turchia



Roma (17 ottobre 2015) – Arriva il grande freddo ed AIDAA lancia alle amministrazioni comunali delle grandi città come dei grandi paesi, ma anche ai proprietari di negozi ed esercizi commerciali un appello affinchè dotino di casette (cucce possibilmente coibentate) pubbliche da piazzare nelle zone dove sono presenti i randagi e nei parchi pubblici da destinare al riparo notturno dei cani randagi contro il freddo che dovrebbe abbattersi nelle prossime settimane sull'Italia. “Non è una boutade- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma si tratta di copiare quanto gia avviene in altre città europee e non solo dove in occasione del freddo vengono predisposte delle cucce pubbliche situate nelle zone dove sono presenti i randagi in modo che loro stessi possano ripararsi dal freddo, ovviamente oltre alla cuccia non sarebbe male dotare le zone anche di una ciotola con del cibo e dell'acqua”. In Italia questa cultura non è ancora diffusa come ad esempio in altri paesi europei e asiatici (vedi foto casette pubbliche a Istanbul) ma la proposta farà la sua strada.

SNOOPY E NINA UCCISI. NON LA DEVONO PASSARE LISCIA

Ricevo queste tristi immagini della morte di Snopy e Lina dall'amica Antonella Di Mascio . I due cani sono stati uccisi a Tollo in provincia di Chieti dove la padrona che che si era appena trasferita tornava tutti i giorni a dare loro da mangiare. Al momento stiamo cercando di capire come muoverci ovviamente qualsiasi iniziativa sarà presa insieme alle volontarie del posto ed ovviamente alla proprietaria dei due cani uccisi.



DENUNCIATI SEI CACCIATORI ABUSIVI


L’operazione è scaturita a seguito delle segnalazioni pervenute dai cacciatori locali circa la presenza di persone non autorizzate, provenienti dal confinante Comprensorio Alpino della Media Val Camonica, entro i territori provinciali bergamaschi.
Gli operatori della Polizia provinciale e le guardie venatorie, appostate sin dalle prime luci dell’alba nelle zone oggetto delle segnalazioni hanno così individuato e fermato, in momenti e circostanze diverse, sei cacciatori - tutti bresciani della Val Camonica e della Val Trompia - che hanno esercitato illegalmente la caccia nel comprensorio scalvino, oltretutto in una zona di divieto assoluto di caccia per la presenza di un valico montano di tutela delle rotte di migrazione.
Durante il controllo sono stati rinvenuti, occultati dagli stessi cacciatori ma non sfuggiti ai binocoli della Polizia provinciale, due esemplari di gallo forcello abbattuti nel corso della battuta di caccia: uno dei sei soggetti invece è stato fermato subito dopo l’abbattimento di un esemplare di coturnice, specie non cacciabile in Valle di Scalve in quanto presente con una popolazione esigua e quindi oggetto di particolare tutela.
Ai soggetti sono stati contestati - a vario titolo - la caccia senza autorizzazione, in zona di divieto, lo sconfinamento dal vicino comprensorio e la mancata annotazione dei capi sul tesserino venatorio regionale: la fauna rinvenuta è stata sequestrata, così come il fucile e le munizioni impiegate nell’abbattimento illegale della coturnice.
Si tratta di un’operazione a tutela in primis di fauna selvatica di assoluto pregio e non ripopolabile (il prelievo dei galliformi alpini quali il gallo forcello e la coturnice avviene solo a seguito di rigorosi indirizzi gestionali condivisi con l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale di Bologna e basati su prelievi sostenibili a seguito di censimenti primaverili e post-riproduttivi delle specie), ma anche a salvaguardia dei cacciatori del Comprensorio Alpino Valle di Scalve, che collaborano fattivamente con la Polizia provinciale nell’esecuzione dei censimenti per la stima della consistenza delle popolazioni e che sono autorizzati al prelievo di una minima percentuale di popolazione dei galliformi in limitate giornate di caccia, secondo i piani di prelievo della Provincia.