domenica 18 maggio 2014

FA TRE CHILOMETRI CON UN GATTO NEL MOTORE DELL'AUTO

la PRO PRESIDENTE DI AIDAA ANTONELLA BRUNETTI

Una volta si diceva di avere un "tigre nel motore", ora in realtà qualcuno che si è fatto alcuni chilometri in macchina con un gatto nel motore c'è stato per davvero con tutti i rischi che questo fatto ha comportato per il povero micio. E' accaduto questa mattina a Brindisi, quando la nostra Antonella Brunetti propresidente di AIDAA ha ricevuto una telefonata di una persona che lamentava la presenza di un piccolo gatto incastrato nel motore della propria autovettura. Subito è scattato l'allarme e Antonella ha chiesto ai signori dove si trovasse parcheggiata l'auto in modo da poter intervenire e liberare il gatto. Ma quasi in maniera incredula si è sentita rispondere di non preoccuparsi in quanto il proprietario dell'auto (con il micio nel motore) era in viaggio verso la nostra sede di via dei Cappuccini a Brindisi dove si sarebbe provveduto a liberare il gatto. Per fortuna l'uomo è arrivato alcuni minuti dopo, e dopo una serie di peripezie il gattino impaurito è stato liberato e sottoposto alle cure dei volontari di AIDAA Brindisi. "Allucinante- commentano Lorenzo Croce e Antonella Brunetti- da non credere che una persona abbia avuto la follia di farsi alcuni chilometri con il gatto nascosto nel vano motore della propria auto,per fortuna siamo intervenuti in tempo liberando il gattino, ma è ovvio che dobbiamo consigliare a tutti coloro che si ritrovano in simili situazioni a stare fermi, a motore spento e chiamare i pompieri per permettere di liberare il gatto senza mettere a repentaglio la sua vita".

ORRORE. COPPIA ORGANIZZA GANG BANG CON ANIMALI


Bergamo (18 maggio 2014) - Una coppia di quarantenni, sono loro la cupola dell'organizzazione di orge di sesso con animali che avvengono in diversi locali e club privè italiani e del vicino canton ticino. Si tratta di marito e moglie, due professionisti molto noti nella città di papa Giovanni che hanno una doppia vita. Infatti oltre al loro lavoro che si svolge ogni giorno nel tribunale della città orobica si dedicano all'organizzazione (lucrativa) di incontri di gruppo di sesso con l'ausilio di animali. I due noti negli ambienti con il nick name di Coppia68 da diversi anni hanno messo in piedi un giro di orge e incontri gang bang con animali. Il sistema è sempre lo stesso, il reclutamento avviene attraverso i siti pornografici dedicati al sesso con animali e consiste nell'organizzare vere e proprie orge o incontri gang bang a pagamento nei locali italiani, ma anche nei parchi cittadini (l'ultimo si è svolto nel parco Trenno vicino a San Siro a Milano)e nelle campagne della zona di Treviglio in provincia di Bergamo e Pandino in provincia di Cremona   dove ciascun maschio partecipante versa una quota che varia dai 50 ai 100 euro per un incontro sessuale con una donna accompagnata dal cane o da un pony. Mediamente ad ogni incontro partecipano una quarantina di persone che hanno fino a due rapporti sessuali completi con la donna ed in alcuni casi sono a loro volta oggetto passivo del rapporto sessuale con il cane o il cavallo. La coppia di professionisti bergamaschi oltre ad organizzare gli incontri vi partecipa spesso attivamente con la donna che prima dei rapporti con i partecipanti della gang bang li eccita avendo un rapporto completo con il cane o con il cavallo. "Una vicenda che oltrepassa il concetto peggiore di zoorestia- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- erano mesi che eravamo sulle loro tracce e ora li abbiamo trovati e li denunceremo per sfruttamento della prostituzione e per maltrattamento di animali, sicuramente quando si scopriranno i loro nomi ed i nomi dei partecipanti alle loro schifose adunate ci sarà un vero e proprio scandalo nel mondo dei professionisti di Bergamo, Verona, Cremona, Varese e della vicina Svizzera Italiana oltre che nel bel mondo milanese".

sabato 17 maggio 2014

QUELLE CHE CON LA GHEZZI FACEVANO AFFARI


QUELLE CHE CON LA GHEZZI FACEVANO AFFARI

Ora tutti a stracciarsi le vesti, ora tutti contro Roberta Ghezzi, la donna di Busto Arsizio che è stata condannata per detenzione di 13 cani, 4 gatti e 4 testuggini in condizioni non idonee (ma non per maltrattamento in quanto chi ha effettuato il sequestro nel 2012 si è ben guardato dal contestargli la violazione dell'articolo 544 del codice penale), Noi da subito, e prima di tutti gli altri eravamo certi della colpevolezza della donna, non solo dopo aver visionato le fotografie in cui appariva evidente che quei poveri animali vivevano in condizioni assolutamente inadatte e fuori da ogni minima regola di igiene ma da prima, da quanto l'abbiamo conosciuta, da quando l'ho conosciuta personalmente ad un party voluto dall'associazione VITA- UNA ZAMPA PER LA SPAGNA l'associazione guidata da Claudia Conte e Giuliana Poletti che si occupa di “salvare” i cani della Spagna dalle Perreras e che non ha mai presentato un bilancio regolare negli anni in cui raccoglieva migliaia, anzi centinaia di migliaia di euro di donazioni e che a chi ne chiede conto risponde minacciando querele. Bene in quell'occasione presso un Bar di Vanzago la Conte e la Poletti mi presentarono la Ghezzi come una delle loro volontarie più affidabili, a cui davano in stallo i cani salvati dalla Spagna che finivano nelle mani di un'altra aguzzina peggiore di quelli delle Perreras spagnole. 
Ci parlai un poco con questa signora che mi chiedeva aiuto per i suoi cani che diceva essere maltratti ma che lei stessa maltrattava, non avendo al momento prove di quanto si vociferava nei corridoi del mondo animalista, lasciai cadere la conversazione ed i rapporti diretti con la donna di Busto Arsizio finirono li, anzi no.. tempo dopo mi chiese aiuto telefonico, ricevendo una rispostaccia dal sottoscritto, per dei cani che gli erano stati affidati a suo dire da alcune volontarie che li avevano salvati dalla Romania, non approfondii la questione in quanto la Ghezzi era per me oramai assolutamente inaffidabile e con lei lo erano diventate le megere dell'associazione dei cani spagnoli, che mentre perdevano il loro tempo cercando di fare le scarpe a me, incassavano i quattrini delle manifestazioni senza mai rendere conto di come sono stati spesi quei soldi, e cosa ancora peggiore vendevano le firme raccolte per i cani spagnoli ad un organizzazione che si definisce animalista che le ha usate per farsi un po di pubblicità a livello europeo (fotografie) per poi dimenticarsi delle centomila firme raccolte che non si sa dove siano finite, e non poteva essere diversamente visto che io stesso mi ero rifiutato di consegnarle al Parlamento Europeo in quanto prive di un qualsivoglia documento accompagnatorio. Avevano preso in giro 110.000 italiani la Poletti e le sue complici ma di questo avremo modo di parlare in un altro momento. Torniamo alla Ghezzi. Dopo il sequestro avvenuto nel febbraio del 2012 si pensava che la nostra torturatrice di animali si mettesse in disparte, ma non fu cosi, infatti la vediamo spuntare nientemeno che al fianco di Michela Brambilla nella battaglia di Green Hill, tutti noi a spiegare alla deputata berlusconiana che vive spandendo balle sul suo impegno animalista (e non si fa processare per aver usato gli elicotteri di stato per andare a trovare il suo fidanzato al mare) che la Ghezzi forse non era il caso di portarla con se nelle delegazioni ufficiali (vedi le foto) del movimento no green-hill che incontravano al ministero e da Formigoni per perorare la causa della chiusura del lager di Montichiari. Ma tant'è la Ghezzi era in quelle delegazioni e si spacciava per il braccio destro della signora Brambilla che ovviamente ora che è stata condannata ha visto bene di far sparire tutte le foto che le ritraggono insieme, tranne quelle che abbiamo noi e che pubblichiamo qui. Da ultimo alcuni mesi orsono la Ghezzi era tornata in auge con una piccola truffa per dei cani fintamente liberati. Roba di piccolissimo cabotaggio... Poi la condanna e speriamo anche il silenzio definitivo. Ma quello che mi preme in chiusura a questa amara ricostruzione è sottolineare che la Ghezzi non è certo uno stinco di santo, ma coloro che con lei hanno fatto affari, spartito soldi, dato cani in stallo, e tutto il resto, sono colpevoli come lo è lei, sono complici di una torturatrice di animali, anche se a livello diverso i complici hanno dei nomi precisi, dei quali vi prego di ricordarvi quando dovete parlare di animalismo e di truffatori tenendo ben distinte le due categorie.
Lorenzo Croce

A RISCHIO ABBANDONO I CANI DATI AI CANDIDATI ALLE EUROPEE


A RISCHIO ABBANDONO I CANI AFFIDATI AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI

Roma (17 maggio 2014) - Secondo i dati provenienti dai 100 canili monitorati da AIDAA e sparsi in tutta Italia sono oltre 200 i candidati alle elezioni europee (prevalentemente di Forza Italia, ma anche del NCD e di Fratelli d'Italia e del PD) , e almeno 400 i candidati alle elezioni locali che in queste ultime due settimane, forse rispondendo all'appello di Silvio Berlusconi hanno chiesto di poter adottare dei cani trovatelli cosi da poterli esibire durante la campagna elettorale. Alla proposta dei volontari dei canili e dei rifugi che potevano avere il cane solo dopo le elezioni per evitare il rischio altissimo di abbandono dell'animale in caso vadano male le elezioni dei possibili 600 adottanti ben 360 si sono detti non disposti ad attendere e hanno rinunciato ad adottare il cane a dimostrazione che in ben il 60% dei casi le adozioni avevano il solo scopo di utilizzare il cane durante la campagna elettorale con il rischio elevatissimo che lo stesso finisse tra un paio di settimane per strada. Sempre secondo un dato raccolto da AIDAA oltre la metà dei candidati alle europee ha nella sua scheda di presentazione una foto con un cane o un gatto o un altro animale domestico. "La boutade di Berlusconi sul fatto di voler svuotare i canili ha avuto un effetto per certi aspetti deleterio- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- in quanto in molti fiutando il vento del possibile voto animalista si sono affrettati a farsi fotografare con cani e gatti o a chiedere l'adozione di cani nei canili pubblici, rinunciandovi qualora i volontari intelligentemente si sono offerti di dare loro il cane solo dopo il 25 maggio in modo che lo stesso non fosse solo un espediente per raccogliere voti di preferenza, e questo conferma come spesso gli appelli anche se fatti con buona volontà rischiano di essere travisati provocando di fatto un incremento del randagismo".

VARESE: RAGAZZINI SBATTONO IL CANE CONTRO IL MURO

nel nostro caso non avviene nei cartoni animati

Buttano il cane contro il muro come si trattasse di una bambola di pezza, gli mettono il sapone nell'acqua, rischiando di avvelenarlo al solo scopo di veder il cane fare le bollicine di sapone quando beve dalla ciotola. Inoltre il cane spaventatissimo quanto cammina trema alla vista dei suoi aguzzini. Responsabili di queste vere e proprie brutalità nei confronti di un cane di piccola taglia sarebbero dei ragazzini di 12-13 anni che da diversi mesi torturano il cane di casa sotto gli occhi dei genitori e di altri adulti che assistono sorridenti a questo maltrattamento. Dopo la segnalazione arrivata al servizio segnalazionereati@libero.it di AIDAA sono immediatamente scattate le richieste di controllo alla polizia locale di Portovaltravaglia, il paese in provincia di Varese dove da mesi questi cane viene brutalizzato. Ovviamente è scattata anche la denuncia penale contro la proprietaria del cane e i contro i ragazzini aguzzini con richiesta di sequestro dell'animale.

venerdì 16 maggio 2014

AIDAA AI GIUDICI. DATECI CORONA PER I MICETTI DI BRINDISI


AIDAA. DATECI FABRIZIO CORONA PER AIUTARE I MICETTI DI BRINDISI

Milano (16 maggio 2014) – Ogni giorno si legge sui giornali e sui rotocalchi che Fabrizio Corona in cella vive una situazione di forte difficoltà. Ora l' Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- AIDAA lancia un appello al tribunale di Sorveglianza del tribunale di Milano offrendo una sponda per l'ex fotografo dei vip e marito di Nina Moric. Il presidente di AIDAA Lorenzo Croce lunedi chiederà di essere ricevuto dai giudici di sorveglianza di Milano per proporre un progetto rivolto ad alcuni detenuti tra i quali proprio Fabrizio Corona. AIDAA infatti chiederà al tribunale di sorveglianza di avere a disposizione alcuni detenuti per realizzare la nuova fattoria di AIDAA a Milano, mentre per Fabrizio Corona AIDAA chiederà che il detenuto possa usufruire di un periodo di permesso in semilibertà per dare una mano nella gestione del rifugio dei micetti di Brindisi diretto dalla propresidente di AIDAA Antonella Brunetti, uno dei luoghi indicati a suo tempo come possibile destinazione per l'affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi. “Corona in carcere è sprecato, il suo talento non solo fotografico può essere messo al servizio di una giusta causa come quello della tutela degli animali- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e per questo avanziamo questa richiesta al tribunale di sorveglianza di Milano, siamo pronti ad ospitarlo per il tempo che sarà ritenuto adeguato nel nostro rifugio dove potrebbe darci una mano, certo Brindisi forse è lontano da Milano ma proprio per questo rappresenta un punto di ripartenza che potrebbe essere di interesse per l'uomo Corona. Ci ascolteranno?- si chiede Croce- questo non lo so, ma noi ci proviamo perchè pensiamo che una seconda possibilità debba essere data a tutti, infatti oltre a Corona chiederemo l'affidamenti di altri tre detenuti comuni alcuni dei quali in passato hanno gia collaborato con noi”.

OLMI E TIGLI. AIDAA CHIEDE AUDIZIONE IN REGIONE LOMBARDIA

uno scorcio del viale degli olmi di mac mahon a Milano

L'associazione italiana difesa animali ed ambiente, il comitato civico per la tutela degli olmi di via Mac Mahon di Milano e il comitato di tutela dei tigli di via Emilia di Cologno Monzese hanno chiesto oggi di essere ascoltati in sede di commissione ambiente del consiglio regionale della Lombardia. La richiesta formalizzata questo pomeriggio dal presidente nazionale AIDAA Lorenzo Croce anche a nome dei due comitati ha lo scopo di far conoscere alla regione Lombardia i rischi per gli olmi di via Mac Mahon in base al progetto ATM di riqualificazione di Milano e di bloccare la decisione criminale della giunta di Cologno Monzese di tagliare gli oltre 200 tigli di via Emilia.